
Ketterl è il nuovo COO di RAILPOOL
16/06/2026 alle 18:51Il Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (BAZG) ha concluso un’indagine approfondita sul tema del contrabbando d’oro in Svizzera. È stato accertato che gioielli usati provenienti dall’Italia sono stati introdotti in Svizzera senza essere dichiarati, fusi e successivamente rivenduti. In uno dei casi scoperti, tra il 2021 e il 2022, sono stati contrabbandati circa 190 chilogrammi di gioielli usati in un periodo di cinque mesi. L’imposta sul valore aggiunto e i dazi doganali evasi ammontano a oltre 600.000 franchi. Agli accusati vengono contestati reati di evasione fiscale e doganale, nonché una violazione della legge sul controllo dei metalli preziosi.
Indagini e arresti
Gli investigatori del BAZG sono riusciti a identificare tre accusati, uno dei quali era già stato condannato in Italia per riciclaggio, ricettazione e possesso illegale di armi. Questo cittadino italiano di 56 anni è stato arrestato in base a un mandato d’arresto dei Carabinieri ad Asti. I Carabinieri hanno collaborato strettamente con la polizia criminale ticinese per indagare sulle attività degli accusati. L’accusato principale aveva procurato i gioielli in depositi di nomadi nel nord Italia insieme a complici, introducendoli in Svizzera eludendo le formalità doganali. Attraversava la frontiera settimanalmente in punti di confine non presidiati, senza dichiarare la merce nascosta negli zaini.
Dopo l’importazione, ha consegnato l’oro a due ulteriori accusati, un cittadino italiano di 66 anni e uno di 35 anni, residenti in Svizzera. Questi hanno venduto l’oro a un’azienda che disponeva di un’autorizzazione valida del BAZG per la fusione di metalli preziosi. Tuttavia, tale autorizzazione è stata revocata dopo che sono state scoperte le attività illegali.
Collaborazione e ulteriori indagini
Le indagini hanno rivelato che i tre accusati facevano parte di una rete organizzata di contrabbando d’oro tra Italia e Svizzera. La cooperazione transfrontaliera tra le autorità partner e la collaborazione nazionale con la procura ticinese sono state decisive per il successo delle indagini. Queste hanno incluso, tra l’altro, osservazioni transfrontaliere, scambio di dossier, perquisizioni e sequestri congiunti.
Nel corso delle indagini sono emersi anche ulteriori rami del contrabbando di oro usato. Si tratta di circa 40 chilogrammi di oro usato, anch’essi contrabbandati dall’Italia in Svizzera, rivenduti e fusi. Queste indagini riguardano altri tre cittadini italiani residenti in Svizzera. In totale, sono stati contrabbandati circa 230 chilogrammi di oro dall’Italia in Svizzera, il che ha portato a un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto e dei dazi doganali per un importo di circa 800.000 franchi. Il BAZG stabilirà la pena nel corso del procedimento successivo.
Normative sull’importazione d’oro
Le disposizioni legali per il controllo del traffico di metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso sono stabilite nella legge federale sul controllo del traffico di metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso (EMKG). Questa regola il commercio di materie prime, materiali da fusione e prodotti di fusione, nonché di prodotti in metallo prezioso come orologi e gioielli. I metalli preziosi includono oro, argento, platino e palladio. L’acquisto commerciale di metalli preziosi usati, la produzione di prodotti di fusione e l’analisi del contenuto dei prodotti di fusione sono attività soggette a autorizzazione. In ambito doganale, vige il principio dell’autodichiarazione, secondo cui tutte le merci importate o esportate devono essere presentate all’ufficio doganale competente e dichiarate durante la procedura doganale.





